La Comune del Belgio: Riflessioni per il seminario nazionale del 16 dicembre

LA_COMUNE_DEL_BELGIO-DefVorremmo cominciare nel ringraziare gli organizzatori di questa iniziativa per averci dato la possibilità di intervenire.
La Comune del Belgio Asbl è una associazione nata due anni fa per favorire l’integrazione dei “nuovi” migranti italiani in Belgio, attraverso uno scambio di conoscenze e informazioni, promuovendo e praticando forme nuove e meno nuove di mutuo soccorso. L’associazione ha come scopo l’integrazione sociale, culturale e linguistica della più nuova e giovane comunità italiana in Belgio con le comunità residenti, migranti e autoctone.

Le persone che hanno dato vita alla la Comune del Belgio si sono aggregate sulla base di una semplice constatazione: esiste una nuova forma di migrazione che – per sua stessa natura (circolare, meno stanziale, ecc.) – affronta quotidianamente problematiche di integrazione differenti rispetto a quelle della vecchia migrazione, e che non ha ancora sviluppato spazi di partecipazione e solidarietà.

La Comune del Belgio ha voluto prima di tutto riempire uno vuoto esistente, creando e mettendo a disposizione uno spazio di solidarietà per i nuovi migranti.

Il secondo passaggio è stato quello di rendere più amplia ed organizzata la nostra “rete” di conoscenze, in un rapporto solidaristico di mutuo soccorso, partendo dal presupposto che nessuno di noi sa tutto, ma ognuno conosce bene un “pezzo” di questo Paese, delle sue regole, della sua organizzazione e delle possibilità che offre.

Siamo diventati in questi due anni un luogo di incontro, reale e virtuale, per scambiarsi esperienze, domande e soluzioni, per chi è venuto in Belgio da un altro paese. I temi che affrontiamo e sui quali cerchiamo di offrire informazione sono: lavoro e diritti sociali, salute e sanità, alloggio, scuola e università, rapporto con le amministrazioni locali, vita sociale e culturale.

Quando abbiamo iniziato questa esperienza, la prima domanda che ci siamo posti è stata: di che risposte abbiamo bisogno? C’è qualcuno che può veramente dire quali siano le caratteristiche della nuova emigrazione italiana? E ancora: quali sono, nello specifico, i problemi non solo più diffusi, ma anche nuovi e inaspettati per chi arriva?

Per cercare risposte a queste domande abbiamo svolto un’inchiesta sotto forma di questionario anonimo sottoposto a un campione di circa 500 persone che hanno recentemente scelto di vivere, lavorare o studiare in Belgio, e in particolare a Bruxelles e a Liegi.

I risultati sono stati già parzialmente eleborati e saranno resi pubblici interamente a breve. Un’ esperienza di inchiesta sociologica e al tempo stesso di apprendimento attivo, dove l’oggetto dell’inchiesta diventa soggetto attivo nel percorso di conoscenza.

In parallelo abbiamo sviluppato un sito internet – www.lacomunedelbelgio.eu – dove abbiamo riportato le informazioni che nel tempo abbiamo accumulato, divise per argomenti. Insieme a queste informazioni generali offriamo un servizio di assistenza gratuita e personale via mail. Con il contatto diretto cerchiamo di rispondere alle questioni più specifiche, o indirizziamo verso il contatto più corretto che può fornire questa informazione.  Il tutto in Italiano. Perché spesso, per i nuovi arrivati, la barriera linguistica può divenire insormontabile, specialmente nei rapporti con gli enti pubblici del nuovo paese. Ad oggi contiamo più di 3000 accessi unici al mese al sito e decine di quesiti a cui abbiamo dato risposta separatamente. Le persone che ci contattano e visitano il sito sono già arrivate in Belgio e affrontano problemi pratici quotidiani, o spesso preparano, attraverso il nostro sito e con contatti diretti, il loro trasferimento in Belgio. Infine, siamo presenti attivamente a Bruxelles e Liegi, in fase di costruzione nella regione delle Fiandre. Nel frattempo abbiamo anche avviato dei contatti per ‘esportare’ questo modello in altri paesi europei.

Ovviamente il nostro mutuo soccorso non vuole in nessun modo sostituirsi alla funzione degli enti pubblici  preposti. Anzi, una delle battaglie da portare fino in fondo collettivamente è proprio quella di chiedere al sistema pubblico di aumentare e migliorare i servizi offerti ai migranti, e non che il privato sociale si sostituisca ad esso. Di conseguenza, ove necessario, collaboriamo strettamente.

Un primo effetto positivo delle numerose attività di servizio e di mutuo soccorso è stata senza dubbio la possibilità di inserire tutte queste attività nel quadro di un’azione più ampia. Nascere come struttura di servizio rispetto ai bisogni quotidiani della nuova migrazione, capire questi bisogni e cercare risposte, è stata una condizione necessaria per inserire i temi della nuova migrazione in  contesto di trattazione più ampio, politico e sociale, rispetto al paese nel quale viviamo, il Belgio, e dal quale veniamo, l’Italia. Rispetto al Belgio, il percorso che abbiamo iniziato per favorire l’integrazione dei nuovi migranti italiani passa da una consapevolezza: la necessità di essere parte integrante di una comunità di persone che lavorano per gli stessi obiettivi. Non possiamo essere soli in una battaglia per l’integrazione. Per questo, abbiamo mantenuto un forte legame con le associazioni italiane e, contemporaneamente, abbiamo iniziato a collaborare con associazioni di belga, spagnoli, portoghesi, francesi, greci, e così via.

Per fare un esempio, circa un anno fa, a seguito dell’intensificarsi delle espulsioni dei cittadini europei dal Belgio, tra cui molti italiani, ci siamo fatti promotori della costruzione di una piattaforma ‘EU for People’ di associazioni, singoli, giuristi, sindacalisti, o semplici attivisti a cui hanno risposto positivamente italiani, belgi, spagnoli, portoghesi, francesi, greci, olandesi e diverse altre associazioni italiane ed europee. La piattaforma ha 3 obiettivi: sensibilizzare sulla questione delle espulsioni di cittadini europei; organizzare le persone che ricevono un decreto di espulsione, spesso le più precarie e isolate; difendersi e battersi per un’estensione del concetto di cittadinanza Europea, dei diritti sociali e del lavoro per i lavoratori migranti. Allo stesso tempo, la piattaforma EU for People’ vuole essere un supporto informativo e legale a chi riceve ordini di espulsione.

Questo per dire che ogni risultato passa da un’azione collettiva e condivisa; e mai isolata. È stato essenziale relazionarsi alle strutture già esistenti sia dell’emigrazione italiana che belga o addirittura di altri paesi europei. D’altro canto, anche il semplice attivismo nel quadro di un’esperienza come quella della Comune ha spinto altri soggetti a interessarsi – o doversi interessare – ai temi della nuova migrazione.

Abbiamo aderito fin da subito alla proposta degli Stati Generali dell’Emigrazione perché crediamo che una rete associativa forte e ricca di progettualità possa rafforzare la rappresentanza sociale, dar voce e migliorare la vita alle persone che, non sempre come scelta volontaria, lasciano il loro paese. Crediamo che un percorso comune in questa direzione possa contribuire a una società più giusta, inclusiva ed interculturale, nella quale nessuno resti solo nelle proprie difficoltà, ma dove anzi quelle difficoltà e le rispettive soluzioni divengano patrimonio di tutti.

 

 

La comune del Belgio, 16 Dicembre 2014

http://lacomunedelbelgio.altervista.org/

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