COSTITUITO IL Forum delle associazioni degli italiani nel mondo (FAIM)

FAIM-11Il Comitato organizzatore degli Stati Generali dell’Associazionismo degli italiani nel mondo (Abruzzesi nel mondo,Acli, Acli-Fai, Aitef, Alef , Anfe, Arulef, Cser, Ctim, Faes, Fais, Fclis, Fiei, Filef, Forum nazionale giovani, Istituto Fernando Santi, La Comune del Belgio, Lucchesi nel mondo, Migrantes, Ucemi, Unaie, Uim, Usef), su mandato dell’Assemblea Generale del 3-4 luglio scorsi, nella sua ultima riunione, il 4 dicembre a Roma, ha deciso la costituzione del Forum delle Associazioni degli Italiani nel Mondo (FAIM).
Il Comitato – cui si aggiungeranno 10-11 associazioni presenti in paesi di maggiore emigrazione italiana – ha approvato l’Atto Costitutivo (Patto Associativo) composto dal documento “Principi, scopi e finalità del Forum” e dallo Statuto.
È stato inoltre approvato il documento contenente le “Linee progettuali operative di lavoro” che accompagneranno il Forum nel percorso verso la prima Assemblea Congressuale prevista nel mese di Aprile del 2016.
L’assemblea nella quale si eleggeranno gli organismi del Forum, sarà anche sede di confronto e di progettualità sulle tematiche già oggetto della Assise degli Stati Generali: dal lavoro all’integrazione, dalla rappresentanza alla mobilità e ai nuovi flussi emigratori.
Per porre in essere adeguatamente il percorso che precede la fase congressuale è stato costituito il Comitato di Coordinamento del Forum composto da undici Associazioni (ACLI, AITEF, CTIM, FAES, FCLIS, FILEF, ISTITUTO FERNANDO SANTI, LA COMUNE DEL BELGIO, MIGRANTES, UCEMI e UNAIE).
Questa fase si aprirà con la richiesta formale di associarsi al Forum rivolta a tutte le associazioni che hanno aderito al Manifesto e a quelle che intendono ancora aderire.
Il Comitato di Coordinamento si riunirà il prossimo 29 gennaio 2016.
Di seguito l’Atto Costitutivo del Forum.

FAIM – Forum delle Associazioni degli Italiani nel Mondo
Principi, scopi e finalità

Il Forum delle Associazioni degli Italiani nel Mondo (FAIM) si compone delle federazioni più rappresentative operanti all’estero, di quelle regionali e delle associazioni della “nuova emigrazione”, come esito del percorso avviato con gli Stati Generali dell’Associazionismo degli italiani nel mondo.

Il Forum si pone come un soggetto di coordinamento generale della rappresentanza sociale delle nostre collettività nel mondo e come luogo di progettazione di un associazionismo del futuro in grado di integrare, innovando , la tradizionale presenza organizzata con le nuove necessità e i nuovi fabbisogni che emergono.

Coerentemente con i principi e gli atti condivisi e approvati nel percorso definito dagli Stati Generali svoltisi il 3 e 4 luglio 2015 a Roma, il Forum opera, in tutti i paesi in cui ha strutture aderenti, per il superamento delle disuguaglianze e delle povertà, per il diritto al lavoro, per la lotta alle nuove e vecchie forme di precarietà e di esclusione sociale.

Il Forum opera un’equa ridistribuzione delle ricchezze, per la assunzione e condivisione della responsabilità sociale, per il miglioramento culturale, sociale ed economico delle persone e delle famiglie e si impegna nella difesa della tutela dei diritti di cittadini autoctoni e migranti.

Nel contesto della attuale crisi sistemica, economica, sociale e ecologica, il Forum si impegna nella tutela della delle persone in mobilità e dei profughi per la salvaguardia dei loro diritti e, allo stesso tempo, sostiene azioni di cooperazione mirate alla riduzione degli squilibri economici tra aree e paesi, nella logica della interdipendenza, della cooperazione e della solidarietà.

Rispetto al fenomeno della nuova emigrazione giovanile, il Forum agisce per garantire l’orientamento e la tutela delle persone in mobilità e allo stesso tempo per rimuovere le cause che determinano i nuovi flussi.

Il Forum si batte per lo sviluppo di processi di socializzazione e di inclusione che implicano la promozione umana, educativa e sociale; la responsabilità collettiva per determinare una società più accogliente e per la crescita di una cosciente e attiva partecipazione alla vita democratica.

Il Forum contribuisce alla strutturazione di misure e iniziative in grado di contrastare il deterioramento ambientale e delle condizioni socio economiche e a valorizzare le positive risorse interculturali e il protagonismo dei cittadini migranti in tutti gli ambiti.

Il Forum promuove il coinvolgimento delle comunità italiane nel loro ruolo di mediazione, interazione e cooperazione tra paese di origine e paesi di accoglienza e , all’interno dei singoli paesi, tra le diverse comunità migranti e le popolazioni autoctone.

Il Forum si adopera per il recupero della centralità delle persone e dei loro bisogni materiali e spirituali attraverso la sollecitazione ad una partecipazione associativa che miri alla condivisione e alla solidarietà, alla difesa dei diritti umani, della giustizia sociale, della partecipazione civile, del dialogo con le altre comunità emigrate e con la madre patria.

Il Forum si impegna nell’azione di rappresentanza e tutela, ai diversi livelli e verso i decisori pubblici, nelle scelte riguardanti gli italiani all’estero. Nell’attuale contesto di nuova mobilità delle forze di lavoro in Europa e verso altri continenti, esso si costituisce come interlocutore primario affinché il patrimonio rappresentato dai giovani in ripartenza dal nostro paese sia assunto come un bene comune per l’Italia.

Il Forum agisce sul piano operativo con azioni volte ad analizzare e monitorare la consistenza, le problematiche, l’evoluzione e le novità sorte negli ultimi anni nel movimento associativo degli italiani all’estero e nelle collettività emigrate; a sviluppare una progettualità in grado di dare risposte ai fabbisogni dell’emigrazione consolidata e della nuova emigrazione, nell’ambito dell’ informazione e comunicazione, dell’ assistenza e dell’ orientamento, della formazione linguistica, della formazione e qualificazione professionale, della cooperazione e dei processi di internazionalizzazione, dell’integrazione interculturale, della creazione di lavoro e di impresa, della difesa e valorizzazione ambientale e territoriale.

In questo senso il Forum partecipa attivamente e si rapporta a più ampi momenti di rappresentanza sociale con cui condivida principi e finalità, anche costruendo partenariati e collaborazioni con altri enti pubblici e privati, italiani ed esteri, che consentano il rafforzamento e la qualificazione della propria base sociale e il ruolo attivo delle comunità emigrate.

Il Forum può emanare, per tali fini e per la migliore realizzazione dei suoi scopi e delle sue attività, coordinamenti nazionali o locali, agenzie, organismi di vario genere con specifiche finalità settoriali o di area , che ad esso faranno riferimento.

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Linee di Progettualità per l’assemblea congressuale e il 1° quadriennio
(tratto dal Documento approvato dall’Assemblea del 4 e 5 luglio)

Al fine della costruzione di società democratiche, libere, solidali, socialmente equilibrate, cooperative, interculturali, il Forum intende valorizzare l’esperienza storica dell’emigrazione italiana e, in particolare, la sua capacità di comunicazione tra culture diverse attraverso il confronto, il rispetto e la comprensione delle diversità.

Il Forum intende orientare le competenze multiculturali dell’emigrazione in quanto importante fattore di sviluppo economico e contributo positivo al consolidamento di buone relazioni nel rapporto nord-sud, est-ovest, tra singoli paesi, sia all’interno della UE che tra diverse aree continentali.

Il Forum intende aprirsi ad una più adeguata comprensione del rapporto con i nuovi flussi di immigrazione e di emigrazione dall’Italia, assumendo il grande potenziale critico e costruttivo delle nuove generazioni di migranti, integrandolo con quello costituito dall’ emigrazione insediata da tempo all’estero.

Il Forum intende contribuire allo sviluppo dei circuiti di comunicazione e di relazioni tra le associazioni degli italiani all’estero e tra le reti associative e l’Italia, sperimentando anche lo sviluppo di relazioni dirette tra i diversi paesi e le diverse aree continentali dove sono presenti collettività italiane all’estero e da dove provengono flussi di immigrazione verso l’Italia.

Il Forum assume la consapevolezza che l.“italianità” è un’identità dalle forti radici che si evolve e si trasforma, un medium relazionale, articolato e in continuo mutamento; essa costituisce un’ occasione formidabile di comunicazione tra diverse realtà territoriali, linguistiche e culturali in buona parte caratterizzate da una presenza importante di nostre componenti migratorie originarie, o di immigrazione comunitaria ed extraeuropea.

Il Forum intende contribuire a valorizzare, in Italia, la ricchezza che scaturisce dal percorso storico dell’emigrazione italiana avendo presente l’obiettivo della costruzione di una società multiculturale includente, solidale, fondata sui diritti delle persone e sulla condivisone delle leggi, a partire dalla Carta Costituzionale, aperta a relazioni paritarie e di cooperazione sociale ed economica fra i paesi e di dialogo aperto per la salvaguardia della pace, dell’ecosistema, della dignità della persona, dei diritti umani, sociali e dei diritti dei popoli.

In ogni paese in cui agisce, il Forum si rapporta con gli altri soggetti della rappresentanza sociale, della solidarietà, della cooperazione, della società civile nelle sua varie articolazioni per condividere e praticare i valori democratici, stimolando confronti ed intese con i decisori pubblici istituzionali e con i soggetti privati.

Il Forum: sostenibilità e progettualità

Il Forum agisce attraverso una programmazione pluriennale definita nell’ambito dei suoi organi, che individua i propri obiettivi programmatici :
Tra i primi obiettivi da perseguire nel primo quadriennio, vi sono:

1- Costituzione dei Forum locali a dimensione Paese e, ove possibile, continentali. Il rapporto e le relazioni tra Forum centrale e Forum paesi deve essere biunivoco. Il Forum centrale trova la sua legittimazione dalla capacità di recepire e valorizzare le istanze locali.

2- Accreditamento del Forum presso istituzioni italiane ed organizzazioni internazionali: UE, Mercosud, Unione Africana, Oim, ecc.. Accreditamento dei Forum/paese presso altre istituzioni locali e organizzazioni continentali, laddove esistenti.

3- Definizione di relazioni e partenariati con aggregazioni associative con finalità analoghe presenti in altri paesi e con le aggregazioni dell’associazionismo di immigrazione in Italia.

4- Sviluppo di una adeguata comunicazione interna alla rete associativa, orientata ad obiettivi specifici comuni, attraverso la realizzazione di un sito multilingue, di un’agenzia stampa dell’associazionismo, di una piattaforma che consenta di scambiarsi informazioni, progetti, di costruire partenariati, ecc. e di banche dati aperte agli aderenti.

5- Costruzione di procedure e modelli di progetti e di azione partenariali tra le reti associative aderenti al Forum nei diversi ambiti di attività culturali, sociali, economiche e di servizio.

6- Sviluppo di progettualità specifiche a livello paese e, ove possibile, a livello continentale, tra le reti associative riunite nel Forum, contando su risorse locali dei paesi di accoglimento e su quelle di istituzioni internazionali.

7- Per quanto riguarda l’Italia: nel quadro del riordino legislativo del no profit sollecitazione alla modifica della legge 383/2000 sulle associazioni di promozione sociale italiane in modo da estenderne la sua applicazione alle associazioni degli italiani nel mondo presenti nel territorio italiano, ma anche alle realtà associative che sono dislocate ed operanti all’’estero.

8- Per quanto riguarda il rapporto con le Regioni: istituzione di momenti di consultazione e di interlocuzione permanente (conferenze) sulle politiche per l’emigrazione a livello regionale che raccolgano le reti associative riunite nel Forum, l’associazionismo in generale e le istituzioni regionali, anche con l’obiettivo di sviluppare una progettazione a rete, e, ove possibile, a carattere interregionale.

Tali punti mirano a far valere le competenze e le capacità diffuse presenti all’interno del movimento associativo, innanzitutto per il rafforzamento e la sostenibilità dello stesso tessuto associativo e conseguentemente per la sua proiezione come soggetto pluralistico e autonomo, attivo nelle politiche per le migrazioni nei diversi contesti territoriali.

Questi obiettivi riguardano sia l’associazionismo dell’emigrazione consolidata, sia quello che si viene costituendo su iniziativa della nuova emigrazione. Il reciproco coinvolgimento e l’interazione tra queste due realtà è in grado di potenziarle entrambe e di costituire un vero e proprio valore aggiunto. Sono da verificare, infine, le modalità più adeguate per garantire un confronto ed un rapporto con le realtà associative di immigrazione in Italia: da questo rapporto, l’ampiezza della rete e la sua azione può ulteriormente allargarsi e rafforzarsi.

Il Forum intende svolgere anche un ruolo di interlocutore per quanto attiene alla proiezione internazionale del Terzo Settore italiano, in particolare nei seguenti ambiti:

* Diplomazia popolare e di promozione della pace, in riferimento all’area Mediterrano (Africa-EU-Medio Oriente), in Europa e in America Latina.

* Contrasto allo sfruttamento dei nuovi migranti e all’illegalità nel mercato del lavoro e in generale nei processi economici (Italia, UE, Nord e Sud America, Africa, Asia)

* Contrasto alle procedure di espulsioni di cittadini comunitari e sostegno alla costruzione di elementi di welfare( livelli essenziali universali) in particolare per la Nuova emigrazione.

* Contributo alla crescita di elementi di democrazia economica a livello nazionale e internazionale con il sostegno a forme di rappresentanza e intermediazione,di promozione internazionale delle eccellenza e delle potenzialità produttive dei territori,per cooperative, consorzi di produttori e PMI italiane verso l’estero ed estere verso l’Italia, tra i paesi compresi nella rete del Forum.

* Progettazione di nuovi servizi di orientamento e tutela relativi all’accentuata mobilità internazionale delle forze di lavoro, delle famiglie, dei giovani e anche per uno sviluppo del servizio civile internazionale”.

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