“On the Road Again”: Una ricerca sulla nuova emigrazione italiana in 6 paesi europei realizzata dal mondo associativo

(Dall’introduzione del Report) – “Dal 2008-2009 è ripresa senza sosta l’emigrazione italiana verso l’estero. A causa del divaricarsi degli squilibri economici all’interno dei confini italiani e tra aree centrali e periferiche dell’Unione Europea, decine di migliaia di persone dal nord e sud Italia, ma anche dalle regioni del sud e dell’est dell’Europa, ogni anno si spostano dal loro paese per cercare di migliorare la propria condizione economica e sociale e costruirsi un futuro degno di essere vissuto.

Da molti anni ormai la quantità di italiani che abbandonano il paese è in crescita e “l’entità del flusso in ingresso e di quello in uscita tendono a avvicinarsi”.

Questi dati trovano un eco sulla stampa nazionale ogni anno in occasione della pubblicazione delle statistiche Istat sui flussi migratori in entrata e in uscita dal nostro paese e del Rapporto Italiani nel mondo della fondazione Migrantes.

Da poco, dopo un lungo silenzio, i media cominciano a interrogarsi su questo fenomeno. Spesso l’approccio è sensazionalistico e tende a una sostanziale riduzione della complessità. Sono i servizi e le inchieste sulla famosa “fuga dei cervelli”, nei quali un reale e grave problema, la perdita di persone altamente qualificate, diviene tout court la caratteristica centrale dei flussi migratori dall’Italia. In realtà tutti i dati disponibili dimostrano che, nell’insieme dei “nuovi migranti”, le persone altamente qualificate sono sicuramente una percentuale significativa, ma restano una minoranza.

Tramite le migrazioni, molti paesi occidentali cercano infatti di sopperire alla mancanza di competenze specifiche all’interno dei propri settori educativi e professionali.

Detto questo, sicuramente se si analizza oggi la questione dei nuovi flussi migratori provenienti dai paesi europei, un peso significativo lo hanno coloro che, altamente qualificati o no, si considerano forza lavoro mobile.

A tal proposito si è introdotta anche una variante nominalistica con l’utilizzo, da parte dei media, ma anche come autorappresentazione, del termine expat (anglicismo per espatriato), contrapposto a quello di emigrante.

Questa maniera di definire e definirsi è estremamente significativa, come abbiamo potuto verificare nella nostra ricerca parlando con alcuni/e degli intervistati. Expat vs. emigrante non è solo un uso “classista” del linguaggio, che segnala una spesso reale (ma a volte immaginaria) differenza sociale fra differenti migranti.

A volte, specialmente fra gli intervistati più giovani, appare chiaramente come una maniera di definire un’esperienza di vita che è sentita come profondamente “altra” dalle esperienze storiche

delle catene migratorie del nostro paese, così come dai flussi migratori che provengono dal nord Africa.

La precarietà, in questo caso non solo riferita all’occupazione, ma più in generale alla non stanzialità del percorso migratorio e alla rilevanza del concetto di mobilità nella propria esperienza di vita, sembra essere rappresentata meglio da questa parola straniera, che non si porta dietro una storia di sofferenza e condanna come quella di emigrato.

Per noi emigrati/expats che interrogavamo altri emigrati/expats, o cercavamo di comprenderne le risposte, condurre questa ricerca è stato anche un momento di autoriflessione sulla nostra condizione.

Confrontare problemi e soluzioni di chi alcuni anni dopo di noi sta vivendo l’esperienza di abbandonare il proprio paese ci ha aiutato a mettere a fuoco alcune tematiche. I fenomeni migratori attuali non sono certo una novità e studiarli con l’ausilio di nuove ricerche, è una maniera per verificare le continuità con il passato insieme alle novità legate alla fase storica in cui questi flussi avvengono.”

La realizzazione della ricerca è stata possibile grazie a:

Belgio: Filef Nuova Emigrazione Belgio asbl, Acli Belgio asbl, EPN asbl, Università di Liegi.
Francia: Acli Francia, EPN asbl.
Germania: Filef Circolo Di Vittorio, Associazione Italiani a Francoforte e dintorni, EPN asbl.
Lussemburgo: PassaParola asbl, Libreria Italiana, EPN asbl, Espatriando Lussemburgo.
Spagna: organizzazione informale di nuovi emigrati italiani attivi su Madrid e Barcellona, EPN asbl.
Svizzera: Federazione Colonie Libere Italiane della Svizzera – Svizzera Occidentale, EPN asbl.

e grazie al diretto impegno di:

Don Gregorio Aiello, Giovanna Agnello, Marcello, Belotti,Carlo Caldarini , Silvia Cantinotti, Maurella Carbone, Paola Cairo, Antonella Ciconte, Stefania Costa, Gloria Cristofaro, Damiano Delle Sasse, Antonio Famiglietti, Armando Ferrari, Mara Favia, Elisa Libratti, Marcella Millitello, Jessica Natale, Brunella Rallo, Giovanni Petrini, Valentina Piccoli, Giuseppe Pontoni, Maria Chiara Prodi, Maurizio Spallaccini, Mariarita Zannino.

(Pietro Lunetto e Marco Grispigni – Filef Nuova Emigrazione Belgio)

 

Presentazione della ricerca, in web streaming del 30 maggio 2020

 


 

SCARICA la sintesi della Ricerca

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